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La quarta edizione dei Seminari di Studi per la Tutela dell’Infanzia e dell’ Adolescenza si pregia di ospitare in anteprima nazionale la presentazione delle “Linee Guida Nazionali per l’ascolto del minore testimone”. Un’occasione che onora l’intento di divulgazione scientifica dei seminari stessi, volti a promuovere lo sviluppo e l’innovazione di strumenti operativi destinati a professionisti che, sia in ambito clinico che giuridico, sono chiamati ad intervenire nei processi di cura e protezione di bambini e ragazzi.
Un primo elemento di merito delle Linee Guida Nazionali è riscontrabile sin dalle premesse, dove si rimanda con forza alla necessità di ricorrere a criteri scientificamente verificabili per la raccolta e la valutazione della testimonianza di bambini o adolescenti sui quali gravino sospetti di vittimizzazione. L’approccio epistemologico dell’intera metodologia risulta, infatti, decisamente orientato al principio di falsificazione, che guida l’esperto non già a ricercare esclusivamente elementi di conferma del sospetto, ma ad indagarne tutte le ipotesi alternative, nella consapevolezza della pregnanza epidemiologica dei fenomeni di “falso positivo”.
I contenuti del documento sono costantemente centrati sulle più aggiornate ricerche inerenti il funzionamento mnesico e la capacità di rappresentazione del vissuto da parte di un minore, tenendo conto dei suoi diversi momenti e livelli evolutivi, oltreché dei fondamenti della psicopatologia dello sviluppo. Ciò evidenzia la necessità di ricorrere a tecniche di indagine specificamente realizzate in considerazione di questi aspetti, piuttosto che indirizzate all’individuazione di “segni di abuso” interpretati dall’adulto. Il principio fondante è ancora una volta la tutela del benessere del minore, piuttosto che la volontà di “scoprirne l’abuso”, neutralizzando così i rischi connessi ad una logica fondata sul sospetto pregiudiziale. Quest’ultima, infatti, è spesso stata foriera di vittimizzazioni secondarie ancor più gravi di quelle primarie, oltreché di clamorosi errori giudiziari cagionati perizie o consulenze di limitata competenza.
Non ultimo è l’apprezzamento per la capacità di concerto dimostrata dalla Consensus, costituita da ben sei società scientifiche, che nell’ottica del confronto basato sul principio dell’”evidenza”, è riuscita a  convergere su importanti conclusioni clinico-forensi riguardanti il bambino. Difficilmente il concetto di interdisciplinarietà potrebbe venire meglio rappresentato. Questo elemento rappresenta un valore aggiunto, che deve fungere da esempio per tutte le professionalità cliniche e giuridiche che insistono sotto l’arco della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Ciascuno deve sentirsi chiamato a superare le restrizioni di campo indotte dai rispettivi tecnicismi ed orientamenti teorici, plasmando le proprie peculiarità professionali verso una nuova forma mentis, centrata sulla prospettiva evolutiva del bambino.
Per chi conosce la mission e la vision de La Casa di Nilla sarà facile riscontrare come i principi alla base di questa Consensus e le conseguenti traduzioni operative, rappresentino un’importante fonte di stimolo e di sviluppo per il nostro lavoro e soprattutto per le sue declinazioni psico-forensi. Nel decimo numero dei Quaderni Sociali di Kyosei, dedicato a “L’ascolto testimoniale del minore presunta vittima di abuso”, figura infatti un esplicito richiamo alla necessità di ricorre a quei “criteri scientifici” per l’ascolto testimoniale del minore che all’epoca erano stati definiti dalla letteratura specialistica.
Oggi questi criteri trovano nuove e più significative implementazioni grazie alle Linee Guida Nazionali, che rappresentano anche un ulteriore e fondamentale volano di condivisione del modus operandi per tutta la comunità clinico-giuridica.