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13 maggio, 2016
Il Bettolino, Sasso Marconi (Bologna)

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Archiviata la pratica Bilancio di missione, ci prepariamo a questa trasferta emiliana per un gemellaggio con tre cooperative dedite all’agricoltura sociale.

Il gemellaggio è una relazione umana, culturale, sociale, economica, creativa e concreta. Una relazione in cui costanza nel tempo, responsabilità consapevole e impegno reciproco possono portare a risultati molto soddisfacenti. Esso crea una relazione che permette di rendere più forte il senso di appartenenza al mondo cooperativo, in questo caso della grande famiglia Legacoop.

Nello specifico serve, a noi che da qualche anno muoviamo i primi passi nell’agricoltura sociale, per accrescere il livello di conoscenza della tematica e delle pratiche esistenti sul territorio nazionale, appreendere nuove competenze metodologiche, acquisire saperi.

Lo scambio mira a creare integrazione tra cooperative sociali che operano nell’ambito dell’integrazione sociale e lavorativa attraverso la produzione agricola, da diversi punti di vista: della ricerca, dell’organizzazione e della gestione dei processi di erogazione delle attività produttive e di servizio.

Obiettivo generale è quello di far emergere e consolidare buone pratiche di agricoltura sociale, dell’inclusione e dell’economia solidale attraverso la creazione di un sistema denso di relazioni convergenti.

Come ogni relazione vissuta profondamente, anche il gemellaggio, si costruisce lentamente, a piccoli passi. Iniziamo noi a far visita a tre cooperative sociali operanti in Emilia nei giorni 13, 14 e 15 maggio.

A Reggiolo (RE) saremo ospiti della cooperativa sociale di tipo B Il Bettolino che opera nel comparto dell’agricoltura e dei servizi ed in particolare si occupa della produzione, trasformazione e commercializzazione di fiori e piante aromatiche.

Il giorno dopo ci trasferiremo a Minerbio (BO) presso la cooperativa sociale L’Orto (questa volta di tipo A) che opera da 30 anni nel campo dell’agricoltura biologica e  dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso la coltivazione e la vendita di ortaggi seguendo la stagionalità ed il metodo biologico, utilizzando strumentazioni “elementari” della tradizione contadina e piccoli macchinari agricoli.

L’ultimo giorno sarà dedicato alla cooperativa sociale di tipo misto (A+B) Copaps del nostro amico e facilitatore Alberto Alberani, Responsabile Settore Infanzia di Legacoop Sociali, che attua inserimenti lavorativi di soggetti svantaggiati attraverso produzioni florovivaistiche, attività di fattorie didattiche e la gestione del ristorante agituristico Il Monte.

Da Alberto, lo ammettiamo, speriamo di mangiare tantissime tigelle, magari mentre programmiamo la visita degli amici emiliani nella nostra piccola fattoria. Piccola ma crescerà, eccome se crescerà. Lo dobbiamo ai nostri bambini.

Amici emiliani, arriviamo…

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